venerdì 27 giugno 2014

Salvatemi, vi prego.
Tiratemi fuori da questo schifo.
Fatemi sentire più adeguata. 
Voglio essere la soluzione per una volta e non sempre e solo un problema, di quelli troppo difficili da risolvere e che quindi lasci perdere, di quelli senza il risultato sul libro, di quelli impossibili.
Voglio la libertà...
Sto male, non sono al mio posto, mi odio, odio me stessa e il mio carattere.
Ma allora perché nessuno lo nota? 
Perché nessuno viene a salvarmi? 
Mi sento come se fossi su un gommone che si allontana sempre di più dalla riva. E le persone a cui voglio bene rimangono su quel pezzo di terra, pur avendo un motoscafo che potrebbe venire a prendermi.
Restano ferme, impassibili.
Mentre io scivolo via.
Mentre tutto dentro di me urla e sbraita in cerca di aiuto, mentre le lacrime mi rigano il viso.
E resto li, bagnata, in attesa di una salvezza troppo lontana per sembrare reale.
Su e giù, il vento che frusta i capelli, l'odore del mare che ho sempre trovato meno confortevole rispetto alla montagna, una pioggerella sottile, il movimento regolare delle onde.
E rimango ferma, con il desiderio di diventare una felicità nella vita degli altri e non solamente una delusione. 
Desiderio che però sembra lontano, quasi quanto la gente che amo sulla riva.

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