Non voleva saperne di niente.
Voleva solamente smettere di star male.
Voleva dimenticare.
Dimenticare l'amore.
I baci giusti dati alle persone giuste ma nei momenti sbagliati, e quelli che reputava errori da non rifare.
Dimenticare le amicizie che l'avevano delusa.
I "tornerò te lo prometto" e le giornate passate a guardare l'orizzonte inutilmente.
Dimenticare i ricordi che le avevano lacerato l'anima, e che la facevamo camminare leggera in mezzo alla gente.
Senza peccato.
Pura e strabiliante.
Dimenticare il ragazzo biondo con gli occhi azzurri che non poteva avere.
Cercava invano di tenere per sé le cose belle.
I "ti amo" sussurrati.
Le lunghe giornate ad allenarsi sulla snowboard.
I passi leggeri mentre danzava.
I sogni.
Le lettere mai spedite.
Le crêpes e i frappé che:"cazzo fanno ingrassare." Ma che comunque aveva preso lo stesso.
I tramonti sul mare.
I ragazzi in discoteca.
La moto.
Le risate.
I falò.
Ancora lo snowboard.
E ancora la danza.
Le luci psichedeliche le illuminavano il volto.
Stava male.
Stava male davvero.
Oh, ma come era brava a dire che andava tutto bene mentre riempiva il quarto bicchiere.
Vodka pesca.
Vodka liscia.
Angelo Azzurro.
Un Long Island di troppo.
Ormai mandava giù il sapore amaro che le allagava la bocca, nonostante odiasse bere.
Voleva scappare.
Scappare da quel mondo amato e odiato al tempo stesso.
Non sapeva più se guardare il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.
Scappare dal dolore, che era parte di lei.
Che era costituito da lei.
Mentre la musica continuava, voleva diventare parte del mondo.
Lei lo era già.
Strabiliante.
Incredibile.
Gli occhioni verde speranza.
E allora ballava senza fermarsi.
Per ricominciare a vivere.
E allora, su il bicchiere, vicino alla bocca...un sorso per buttare giù l'amarezza.
Un altro per sopprimere il dolore.
Uno ancora per l'amore che non è ancora arrivato.
L'ultimo solo per il gusto di farlo.
E giù.
In alto le mani,
SENZA PAURA.