venerdì 25 aprile 2014

Credo di aver bisogno di aiuto.
Anzi ne sono sicura, ne ho disperatamente bisogno.
Non riesco a dormire, non riesco a mangiare... sto lentamente sprofondando in una voragine di cui non si vede la fine. E so che può andare molto peggio di così; anche se ora come ora mi sembra difficile immaginarlo.
Ho gli incubi, e allo stesso tempo sogni irrealizzabili.
Incubi a causa dei quali mi sveglio nel bel mezzo della notte, ansimando. E sogni, sogni che cullano ma che la mattina dopo mi lasciano incompleta e vuota.
Qualsiasi cosa mi fa diventare sempre più ambiziosa, mi spinge ad volere di più. A momenti impazzisco.
Mi isolo dal mondo, leggo, guardo film che mi assorbiscono completamente, facendomi dimenticare della vita reale, alla quale io sono cosi restia a quanto pare.
Rifletto e penso troppo. Mi interrogo senza trovare risposta. Sto diventando come Giacomo Leopardi, Van Gogh e tutti gli altri artisti. Tormentata e affascinata allo stesso tempo.
Sto leggendo un libro. Ad essere sinceri l'ho già letto, in una nottata.
Si intitola Divergent.
In realtà si tratta di una trilogia: Divergent, Insurgent ed Allegiant.
Titoli particolari quanto la storia in essi narrata.
So già come andrà a finire l'ultimo libro. Sono troppo curiosa e ho troppa paura di rimanere delusa, cosa che per altro è successa, per leggere un libro fino in fondo senza sapere cosa succede alla fine di tutto.
Inutile dire che alla fine lei muore, nel tentativo di salvare il suo piccolo mondo e la storia d'amore più bella di tutti i tempi viene spezzata e distrutta.
Non so se avrei mai il coraggio di rinunciare alla persona che amo per salvarne un'altra alla quale sono altrettanto legata.
Ma alla fine non è vero che tutte le più belle storie, non importa come siano raccontate, vogliono farci notare la bellezza della disfatta? Per questo riguardano la morte.
Pensiamo a Dorian Grey, Romeo e Giulietta, e a tutti i capolavori.
Ora anche la letteratura moderna ce lo fa notare.
Se ci penso, dopo che l'autrice di questo romanzo mi ha fatto innamorare di Tobias a tal punto da immaginarmi di essere io Tris (ammetto di avere sempre avuto un debole per le storie d'amore e una sensibilità impressionante. Nonché la capacità di immedesimarmi in modo impeccabile nelle persone descritte o rappresentate. Dovrei recitare. I doni non vengono regalati a caso, ma sulla terra non c'è spazio per quelli come me. Per i Sognatori.), sto veramente male.
Un'altra cosa che mi ha colpito del libro è la divisione in fazioni. Per un equilibrio. Quasi come è diviso il mondo al giorno odierno.
Ci sono cinque diverse fazioni, ognuna si basa su un principio diverso.
Ci sono gli Abneganti, la quale vita è basata sull'altruismo.
I Pacifici, la loro virtù è l'amicizia.
I Candidi, coloro che non sanno mentire. Che mettono la verità prima di ogni altra cosa.
Gli Eruditi, coloro che rincorrono il sapere, la scienza. Tutto deve avere una spiegazione logica, nulla va lasciato al caso.
Infine, ci sono gli Intrepidi... i valorosi, i coraggiosi, i difensori della città. Coloro che non hanno paura di mettersi in gioco. Ma più di tutto, sono il gruppo più libero, selvaggio. Il gruppo nel quale scegli di vivere anziché sopravvivere.
Un numero ristretto di persone, però, può appartenere a tutte le fazioni. Abneganti, Pacifici, Candidi, Eruditi ed Intrepidi.
Sono coloro che non possono essere controllati. Coloro che sono in grado di pensare fuori dagli schemi e coloro che mi attirano di più.
Li chiamano Divergenti.
Ho pensato a quale gruppo sarei appartenuta se avessi vissuto in un libro del genere.
Ma ho anche riflettuto sul fatto che la mia scelta avrebbe dovuto essere ben bilanciata, dal momento che una scelta, come afferma correttamente il libro, è in grado di cambiare la tua vita.
Non sono totalmente d'accordo (ho un'opinione su tutto), una scelta, presa da te in prima persona, può cambiare anche la vita delle persone che ami. Motivo per il quale bisogna riflettere bene prima di farne una.
In ogni caso,  non saprei quale fazione sceglierei.
Gli Abneganti li ammiro, e avrei fatto volentieri parte della loro fazione ma, essere altruista non mi riesce proprio bene, se non in certi casi, e cioè quando devo ergermi in difesa di qualcuno.
I Pacifici cercano l'armonia e l'amicizia. Si, penso che l'armonia sia fondamentale ma il caos è qualcosa che mi ha sempre attirato. Come una calamita. Non escludo però l'importanza dell'amicizia.
I Candidi. La sincerità. Il non dover mai mentire. No. In quella fazione non sarei potuta andare. Ci sono dei segreti che, in alcuni casi, vanno protetti, anche a costo di dire una menzogna. Essere messa a nudo non è il mio sogno più grande.
Gli Eruditi. Il sapere. Anche quella fazione mi avrebbe attirato, però, il potere e la conoscenza devono essere utilizzati dalle persone giuste, al momento giusto. Non deve esserci un abuso della conoscenza. Però è necessario sapere, per pensare autonomamente e essere in grado di non farsi manipolare.
Gli Intrepidi. Il coraggio, qualcosa che mi ha sempre attirato. Ergermi in difesa di qualcun altro, rischiare la vita per lui. Non è anche questa una forma di altruismo? Combattere, mettersi alla prova, superare le proprie paure.
Essere liberi da se stessi, non essere condizionati da una cosa banale come il terrore.
La mia mano sarebbe caduta proprio sugli intrepidi, e il mio sangue sarebbe finito sui carboni ardenti il giorno della cerimonia della Scelta.
E anche se adesso sto male, ho sempre gli occhi lucidi e mi sudano le mani, tanto spesso che le devo asciugare sui jeans, troppo frequentemente, i libri mi danno una speranza. Che come so già verrà infranta, ma per ora è tutto quello che ho.
Devo essere coraggiosa. Sento una voce che mi risuona in testa e me lo dice. Sento il cuore esplodere e voglio essere libera.
Non voglio più sopravvivere, non basta.
Non voglio essere solo coraggiosa. Io voglio essere altruista, leale, intelligente e gentile.
Ma devo lavorare un po' sull'altruismo e sulla gentilezza.
D'altronde nessuno è perfetto.
Una sola parola però mi salta in mente quando penso a me.
Divergente.

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